“All’epoca dell’attentato di Capaci avevo diciotto anni. Le macerie causate da quell’esplosione tremenda, le lamiere accartocciate dell’auto di Falcone e la disperazione struggente della vedova Schifani durante il funerale del marito (uno degli agenti della scorta morti nell’attentato) sono tra le immagini indelebili della mia giovinezza. Non posso ripensarci senza tornare a provare un po’ della commozione, dell’indignazione e della rabbia che provai allora. Credo di aver cominciato a scrivere questo racconto per riannodare un filo con il me stesso ragazzo, con quelle passioni che allora bruciavano alte e vibranti.”
“Giovanni Falcone – Onore sangue giustizia” si tratta di uno spettacolo di narrazione in cui la storia della vita del noto giudice, vittima del terribile attentato del 23 maggio 1992, viene annodata e raccontata in parallelo a quella di Tommaso Buscetta, il primo grande pentito di mafia. Il ritratto dei due personaggi rischiara anche lo sfondo entro cui si muovono: una società siciliana in bilico tra le spinte legalitarie rappresentate da Falcone, la pseudocultura mafiosa e uno Stato italiano spesso colluso e inadempiente. Il racconto orale si intreccia con le musiche e gli effetti della chitarra elettrica, che diventa a sua volta voce narrante, evocando
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“All’epoca dell’attentato di Capaci avevo diciotto anni. Le macerie causate da quell’esplosione tremenda, le lamiere accartocciate dell’auto di Falcone e la disperazione struggente della vedova Schifani durante il funerale del marito (uno degli agenti della scorta morti nell’attentato) sono tra le immagini indelebili della mia giovinezza. Non posso ripensarci senza tornare a provare un po’ della commozione, dell’indignazione e della rabbia che provai allora. Credo di aver cominciato a scrivere questo racconto per riannodare un filo con il me stesso ragazzo, con quelle passioni che allora bruciavano alte e vibranti.”
“Giovanni Falcone – Onore sangue giustizia” si tratta di uno spettacolo di narrazione in cui la storia della vita del noto giudice, vittima del terribile attentato del 23 maggio 1992, viene annodata e raccontata in parallelo a quella di Tommaso Buscetta, il primo grande pentito di mafia. Il ritratto dei due personaggi rischiara anche lo sfondo entro cui si muovono: una società siciliana in bilico tra le spinte legalitarie rappresentate da Falcone, la pseudocultura mafiosa e uno Stato italiano spesso colluso e inadempiente. Il racconto orale si intreccia con le musiche e gli effetti della chitarra elettrica, che diventa a sua volta voce narrante, evocando ambienti e suggerendo colori ed emozioni. Lo spettacolo è adatto anche a un pubblico giovane (dai 12 anni), che di questa vicenda sa poco o nulla.
Di e con Alessandro Otupacca
Accompagnamento musicale di Sandro Schneebeli (chitarra elettrica)
Regia di Chris Guidotti
Produzione Teatro dell’Imprevisto
Entrata: Prezzo intero CHF 25.- /
Soci, AVS, AI, studenti: 20.-
Pagamento anche in biglietteria (solo contanti o TWINT) prenotando a:
info@teatro-cambusa.com / +41 78 212 78 27 (anche WhatsApp)
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